ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Monitorare il Cuore con il cellulare: all’ospedale Niguarda l’innovazione digitale al Servizio della Salute

summary

Un particolare ambito della telemedicina è rappresentato dal monitoraggio in “remoto” dei dispositivi cardiaci impiantabili, quali pacemaker, defibrillatori e registratori del ritmo cardiaco (ILR). Oltre alla miniaturizzazione ed allo sviluppo di algoritmi per il riconoscimento ed il trattamento delle aritmie cardiache, si è aggiunta la tecnologia wireless che permette di inviare le informazioni, relative alle diverse componenti ed alla diagnostica effettuata, attraverso applicazioni scaricabili anche sul proprio cellulare. Nella decade precedente il paziente doveva necessariamente interagire con il sistema per trasmettere i dati. Questo, in parte della popolazione, soprattutto anziana, implicava la necessità di un caregiver. I “trasmettitori” attualmente utilizzati sono smartphone arricchiti dell’applicazione fornita dall’azienda produttrice del dispositivo cardiaco, che possono accompagnare il paziente in ogni spostamento, pertanto, possono inviare in tempo reale gli alert.

Contesto e obiettivo

Il Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Ospedale Niguarda di Milano è da decenni all’avanguardia ed in prima linea nella cura ed il trattamento delle malattie cardiache. Il reparto di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione in particolare si occupa dei disturbi del ritmo ed effettua tutti gli interventi volti alla diagnosi ed al trattamento degli stessi. Tutti i dispositivi cardiaci impiantabili possono essere controllati con il monitoraggio in remoto che viene fornito all’atto della dimissione.

Descrizione attività e risorse impiegate

Il paziente può scaricare l’applicazione per il monitoraggio remoto sul proprio cellulare o essere fornito di uno smartphone dedicato. L’invio dei dati avviene abitualmente durante le ore notturne ma potenzialmente può avvenire in qualunque momento. Le trasmissioni vengono visualizzate su siti web protetti ed analizzate dal personale sanitario. Il pool è composto dal cardiologo elettrofisiologo, dall’infermiere e dal tecnico di elettrofisiologia. Il paziente viene contattato telefonicamente per i provvedimenti se necessari. In epoca Covid ha permesso di proseguire il controllo dei pacemaker e dei defibrillatori senza la necessità di accedere in ospedale.

Risultati

I risultati ottenuti sono allineati agli studi multicentrici europei che hanno valutato l’utilità del monitoraggio remoto. I tempi della diagnosi del malfunzionamento delle componenti del pacemaker/ICD sono più tempestivi rispetto al controllo convenzionale in ambulatorio (1 giorno vs 5 giorni). Ed inoltre è stata riportata una riduzione degli shock inappropriati (10% vs 5%) nei portatori di ICD. Inoltre, attraverso il solo controllo dal domicilio dei loop recorder interni è possibile il follow up dei soggetti colpiti da eventi neurologici criptogenici e la formulazione della diagnosi corretta.

Next step

L’obiettivo è l’arruolamento a tale sistema di monitoraggio di tutti i pazienti, riducendo in modo esponenziale la visita in-office su larga scala per poter garantire accessi mirati e necessari ai soggetti più fragili e complessi. Tra gli step finali fornire al paziente un riscontro periodico del proprio monitoraggio attraverso lo strumento utilizzato per la trasmissione.

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